Creando Playlist-che-Nessuno-Ascolterà-Mai

Oggi di ritorno a Londra. Ero un po’ triste di dover ripartire, ma devo ammettere che in un certo modo questi giorni a Roma sono stati perfetti nella loro durata. Più o meno. Comunque, tornare a Londra è sempre un po’ come riabbracciare un amico dopo aver passato del tempo separati. Ormai è casa anche questa.

E niente in realtà volevo solo proporre una folle playlist, in cui ogni canzone è completamente scollegata dall’altra. L’unica linea di congiunzione è…rullo di tamburi…i miei personalissimi gusti musicali. O forse qualcosa di più, dai. Diciamo che oggi, ascoltando in particolare queste canzoni le ho sentite più mie, più belle, vicine alla perfezione. Anzi, in alcuni casi sono perfette. Davvero.

Osservavo il sole tramontare completamente, con una tazza di infuso e cheerios (ho il frigo vuoto qualora non si fosse capito). Prima mi asciugavo i capelli e, come al solito, spiavo un po’ i movimenti nella cucina di fronte alla mia finestra (cucina di ristorante)…

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E nel frattempo musica nelle orecchie che scorreva. Dunque ecco qui la playlist “accozzaglia di bellezze”.

Placebo – Jesus’ Son

Perchè i Placebo hanno quella cosa lì che ti conquistano con una canzone sola.

The Chemical Brothers feat. Beck – Wide Open 

Perché è perfetta per i viaggi in treno. Nel mio caso, ero sullo Stansted Express diretto a Liverpool Street, al di là del finestrino un sole timido si imponeva su tutto il paesaggio. Aria soffusa, immagini veloci davanti gli occhi. Questa canzone è arrivata nel momento perfetto (the perks of shuffle reproduction).

Nine Inch Nails – Closer

Beh. Parla da sola. Diciamo che se fossi su un social network direi semplicemente: #mood

Banco del Mutuo Soccorso – Tirami una Rete 

Questa canzone è troppo bella per essere vera. Ogni volta che la ascolto mi sorprendo di quanto sia perfetta ed emozionante. Musica, testo, voci… bellezza pura.

The Waterboys – This is the Sea 

Vedi sopra. Un’ondata (per rimanere in tema) di emozioni ad ogni giro di chitarra. E poi quella frase, “but that was the river, this is the sea”.

Bobby Gaylor – Suicide 

Un testo che quando cominci ad ascoltarlo ti vien da dire, ma cosa diavolo sta blaterando questo tizio? Un testo che poi si rivela nel corso della canzone. Estremamente potente. Intensa e sincera. “Music, you will definitively miss music”.

Radiohead – Weird Fishes/Arpeggi

Perché oramai sono le otto di sera, ho fame ma non so cosa mangiare. E i Radiohead saziano sempre tantissimo.

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